Tra tante richieste di rinvio, dilazione o ridimensionamento delle normative ambientale UE, pochi giorni fa una lettera aperta firmata da circa 130 soggetti tra associazioni industriali, nazionali e continentali, e imprese ha chiesto invece alle istituzioni europee di non rallentare la messa a terra del nuovo regolamento sugli imballaggi. Datata 3 giugno ha appunto come oggetto “Ensuring the timely and effective implementation of the PPWR”: “Garantire l’attuazione tempestiva ed efficace del PPWR”. Destinatari sono i vertici delle istituzioni europee: Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea; Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo; e António Costa, presidente del Consiglio europeo. In copia i commissari interessati dalla questione: Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva per la transizione pulita, giusta e competitiva; Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per prosperità e strategia industriale; e Jessika Roswall, commissaria per Ambiente, resilienza idrica ed economia circolare competitiva. In calce i loghi di una vasta coalizione di associazioni industriali e imprese attive nelle filiere del packaging, del riciclo, della gestione rifiuti e delle materie prime seconde.
Vediamo più da vicino chi ha sostenuto l’appello. Ci sono associazioni industriali europee dell’imballaggio, come Flexible Packaging Europe, European Aluminium Foil Association (fogli di alluminio), Advanced Packaging Association, EPRO (rete europea legata agli schemi di responsabilità estesa del produttore per gli imballaggi plastici), l’italiana Federchimica PlasticsEurope Italia, a rappresentare la filiera chimica/plastica nazionale. Poi associazioni legate all’economia circolare come Plastics Recyclers Europe, FEAD – European Waste Management Association, Recycling Europe. E poi tante associazioni nazionali come bvse, associazione tedesca delle imprese del riciclo o la Swedish Recycling Industries, o le italiane Assoambiente e ASSORIMAP.
Tra le imprese ci sono colossi come Veolia e Suez, gruppi internazionali nei servizi ambientali e nella gestione rifiuti; multinazionali del petrolio, della chimica e delle plastiche come Shell e LyondellBasell; IKEA, grande utilizzatore di packaging e, tra le italiane, Aliplast, riciclo e produzione di plastiche riciclate, AMUT, impianti per estrusione, packaging e riciclo, e i riciclatori Montello e Dentis Recycling Italy.
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Cosa chiedono i firmatari? Vediamolo.
No alla riapertura del PPWR. Il punto politico della lettera è che il PPWR non dovrebbe essere riaperto nel suo impianto principale. Il testo ricorda infatti che il regolamento è stato approvato attraverso la procedura legislativa ordinaria, con il coinvolgimento degli stakeholder, e che il quadro adottato rappresenta già un equilibrio tra ambizione e flessibilità.
di Daniele Di Stefano
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