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Non si butta mai via: la sorprendente storia dell’acciaio, il materiale che usi ogni giorno e che rinasce all’infinito

L’acciaio è un materiale che non conosce la parola “fine”: un modello di economia circolare. E in questa transizione verso un futuro più sostenibile, l’Italia non sta a guardare, ma guida la corsa in Europa

Dal ponte alla molla di una penna a scatto, dal cucchiaino con cui mescoliamo il caffè ai binari che uniscono il Paese: l’acciaio è ovunque. E se la sua resistenza ha contribuito a costruire il mondo che conosciamo, è la sua incredibile capacità di rinascere a renderlo un protagonista del futuro. L’acciaio è infatti un materiale che non conosce la parola “fine”, un modello di economia circolare.

E in questa transizione verso un futuro più sostenibile, l’Italia non sta a guardare, ma guida la corsa in Europa. Secondo i dati preliminari diffusi da RICREA (Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Acciaio) su elaborazioni LCC Conai nel 2025 l’Italia ha avviato a riciclo 442.666 tonnellate di imballaggi in acciaio (+ 1,6% rispetto all’anno precedente), raggiungendo così un tasso di riciclo dell’82,2%. Un traguardo che non solo batte l’obiettivo europeo del 70% fissato per il 2025, ma supera già quello dell’80% previsto per il 2030.

L’immortalità è scritta nel suo DNA

Come altri metalli, ad esempio l’alluminio, l’acciaio è un materiale permanente.  Ciò significa che può essere fuso e riciclato un numero infinito di volte senza perdere nessuna delle sue qualità originali. Il materiale recuperato da un imballaggio e rifuso in acciaieria rinasce come una materia prima seconda, chimicamente e fisicamente identica a quella prodotta da minerale vergine. È un ciclo perfetto dove un vecchio barattolo può diventare parte di un’automobile, una trave per un grattacielo o un componente di design, in un percorso potenzialmente eterno.

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Foto: Canva

Perché riciclare l’acciaio è importante?

L’acciaio può essere prodotto in due modi: partendo dall’utilizzo di minerale di ferro, estratto dalle miniere (ciclo integrale) oppure rifondendo rottame di acciaio (ciclo da forno elettrico). È proprio questa seconda via a rappresentare una scelta strategica che porta a risultati tangibili. Per attivare questo ciclo virtuoso, è però necessario un gesto cruciale: il riciclo. Un’azione che innesca una cascata di benefici sia per l’ambiente che per l’economia del Paese. Dal punto di vista ambientale, i vantaggi sono molteplici come emerge dall’analisi dei dati forniti dal consorzio RICREA.

Innanzitutto, il riciclo permette un enorme risparmio di risorse naturali. Basti pensare che, a livello nazionale, l’attività di recupero degli imballaggi in acciaio tra il 2000 e il 2024 ha evitato il consumo di ben 10 milioni di tonnellate di materiale primario, equivalente al peso di 950 Torri Eiffel. Questa tendenza ha raggiunto il suo apice nel 2024, anno in cui si è registrato il valore record di 495 mila tonnellate di materia prima risparmiata, un risultato che i dati preconsuntivi di RICREA per il 2025 confermano, stimando un risparmio di circa 500 mila tonnellate.

Scegliere la materia prima seconda è anche un processo molto meno dispendioso in termini energetici. Il risparmio energetico complessivo accumulato tra il 2000 e il 2024 ammonta a circa 59 miliardi di kWh di energia primaria, pari al consumo medio di energia di 15 milioni di famiglie italiane. Le previsioni per il 2025 continuano su questa linea virtuosa, con un risparmio stimato di 2,85 TWh.

Questo minor consumo energetico si traduce direttamente in una riduzione delle emissioni di gas serra, offrendo un contributo cruciale alla lotta al cambiamento climatico. Tra il 2000 e il 2024, il sistema di riciclo dell’acciaio ha impedito l’emissione in atmosfera di 14 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Il 2024 ha segnato un traguardo eccezionale con un record di 868 mila tonnellate di CO₂ evitate, un risultato straordinario che si prevede replicato anche nel 2025.

 

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