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Erion, la narrazione della sostenibilità

Il team Communications rappresenta i sensi di Erion. Lo strumento attraverso il quale si racconta – grazie a parole, numeri, immagini, eventi e iniziative – tutto ciò che ruota intorno al più importante Sistema multi-consortile per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici. Intervista alla Manager Marta Macchi

Per Erion comunicare significa informare i Produttori, le Istituzioni, i Media e i consumatori sulle attività, i progetti e l’impegno quotidiano del Sistema per l’economia circolare e la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute umana. Dal giorno zero abbiamo deciso di farlo portando avanti la promessa “Faremo strada insieme” e coinvolgendo tutti gli stakeholder in una sfida importante: promuovere e diffondere un nuovo modello sociale, economico e ambientale dove il rifiuto non sia più da considerare come “scarto”, ma come risorsa fondamentale. Un paradigma che dev’essere attuato, condiviso, raccontato. Questo è quanto fa il Team Communications guidato dalla Manager Marta Macchi.

Di che cosa si occupa il team Communications di Erion?
Il team Communications di Erion si occupa di molte cose, perché la comunicazione è trasversale a tutta la nostra attività. Il nostro obiettivo principale è quello di condividere con tutti i nostri stakeholder le informazioni riguardanti il lavoro quotidiano di Erion e il suo forte impegno rispetto ai temi della sostenibilità e dell’economia circolare. Per farlo quindi è necessario misurarsi con differenti mezzi, canali e strumenti (perché diversi sono i soggetti a cui ci rivolgiamo). Non solo, è fondamentale per chi come noi si occupa di comunicazione saper interagire con i colleghi, cogliere “il comunicabile” da una semplice chiacchierata, ascoltare. Perché – mi piace sempre rimarcarlo – è il lavoro degli altri team, i loro input e le loro competenze a fornirci la materia prima da cui partire. D’altronde “comunicare” etimologicamente parlando vuol dire proprio “mettere in comune”. Ed è questo quello che facciamo.

Quali sono gli strumenti che il tuo team mette in campo per rivolgersi alle diverse tipologie di stakeholder?
Abbiamo sette siti internet, quattro canali social e – solo dalla nascita di Erion nell’ottobre 2020 – abbiamo diffuso circa 20 comunicati stampa e il nostro nome e operato è stato oggetto di oltre 700 uscite stampa. Insieme ai colleghi – soprattutto il team Producer Support, Projects and Innovation e People&Welfare – organizziamo e coordiniamo eventi, iniziative e progetti per gli stakeholder istituzionali, per i nostri Produttori e per i consumatori, i dipendenti e altri partner del sistema come associazioni e centri di coordinamento. Erion.it è il sito di Sistema che contiene tutte le informazioni su Erion Compliance Organization, poi abbiamo i siti dei singoli consorzi: WEEE, Professional, Energy e Packaging. Per i cittadini abbiamo creato un canale specifico Erionpervoi, che pubblica periodicamente le buone pratiche per la sostenibilità e all’interno del quale si possono trovare tutte le informazioni su come conferire correttamente RAEE e RPA, infine recentemente è stato realizzato un sito dedicato al Bilancio di Sostenibilità con tutti i numeri sociali, ambientali ed economici della gestione annuale 2020. A questi, si unisce un progetto di cui andiamo particolarmente fieri. Da metà ottobre 2020 infatti, insieme al CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali) abbiamo deciso di dar vita a un magazine online: EconomiaCircolare.com, una vera e propria testata giornalistica che offre contenuti di analisi, approfondimento e divulgazione, destinata ad addetti ai lavori e appassionati di questioni ambientali; un riferimento nelle riflessioni sulla transizione all’economia circolare. Non solo, ogni tre mesi esce anche la nostra ErioNews, una Newsletter che ospita contenuti di diverso genere: quello che facciamo insieme alle associazioni di riferimento, le iniziative realizzate insieme alle realtà italiane e internazionali di cui siamo partner o con cui collaboriamo (come Motus-E, Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Optime, ICESP, Circular Economy Network, WEEE Forum, WEEElabex, WEEE Europe ed Eucobat), le informazioni sui singoli stream di rifiuti e ancora progetti, interviste e programmi di innovazione e sviluppo. Oltre a quelli citati, nella pratica poi sono moltissime le attività che gestiamo giornalmente perché moltissimi sono gli interlocutori con cui ci interfacciamo. Ognuno di essi necessità di uno sguardo prospettico a 360° gradi perché ogni campagna, idea, pubblicazione… Non è un mondo a sé. Ogni cosa si interseca con le altre e ogni più piccolo spunto può rappresentare il tassello di una nuova strada che non avevamo ancora immaginato di percorrere. Proprio grazie a questa visione abbiamo sviluppato, e stiamo sviluppando, molti interessanti progetti di comunicazione che presto vi sveleremo.

Erion è direttamente impegnato nel processo di transizione ecologica in atto in Italia. Quali sono le sfide più importanti nel comunicare l’attività di questo Sistema EPR?
Sono diverse, perché siamo in un momento storico caratterizzato dall’entrata in vigore del PNRR e da una transizione ecologica già in atto in cui i rifiuti hanno un ruolo importante all’interno del modello circolare. La sfida primaria riguarda senz’altro riuscire a comunicare in modo semplice e intuitivo quello che facciamo che, per chi non è del settore, magari può risultare più difficoltoso da comprendere. Per questo cerchiamo di utilizzare strumenti di uso comune anche tra i più giovani e linguaggi differenti a seconda del tipo di pubblico a cui ci rivolgiamo (ne sono un esempio i differenti social). Inoltre, il tema del riciclo – e più in generale dell’impegno ambientale – è molto inflazionato al momento (si parla non a caso di “greenwashing”) quindi sta noi come team Communications lavorare per far sì che chi si interfaccia con Erion possa immediatamente comprendere che la nostra non è una facciata o una strategia comunicativa finalizzata alla costruzione di un’immagine “pulita e green”, ma ciò che davvero facciamo, con passione e dedizione ogni giorno. . Inoltre, nonostante ci sia molta informazione sull’importanza di attuare pratiche sostenibili, ancora molti cittadini non sono perfettamente consapevoli di quello che succede e quando si parla di rifiuti associati ai prodotti elettronici le lacune sono moltissime.

Erion cerca di colmare queste lacune?
Sì, perché “l’impegno sociale” è uno dei nostri valori cardine. Come Sistema multi-consortile non saremmo chiamati a farlo in prima persona, ma lo facciamo con passione e dedizione. Cerchiamo di sensibilizzare i cittadini perché il loro è un ruolo cruciale nella transizione ecologica e nel cambiamento in atto. Siamo convinti che tutti noi come persone e consumatori possiamo fare la differenza. Per questo investiamo tempo e risorse per promuovere una corretta gestione del rifiuto, attraverso progetti in grado di fornire informazioni chiare e immediatamente comprensibili, spiegando, per esempio, che riciclare è importante perché permette di non rilasciare nell’ambiente elementi inquinanti e perché porta importanti benefici per il territorio e la salute pubblica. Ci impegniamo perché chi ci segue – attraverso i nostri canali social, i nostri siti e le iniziative – sappia che ha dei doveri nei confronti dell’ambiente che ci ospita e anche dei diritti.

Un esempio di diritti?
Molti, ad esempio, ancora non sanno che esistono servizi gratuiti di ritiro di questi rifiuti che permettono di restituire gratuitamente a fronte di un acquisto corrispondente (“uno contro uno”) o addirittura per gli apparecchi inferiori ai 25 centimetri per lato maggiore – nei punti vendita con superfici dedicate alla vendita di apparecchiature tecnologiche superiori a 400 mq – anche senza l’obbligo di acquisto (“uno contro zero”). Inoltre, partecipiamo attivamente ai tavoli di lavoro per la comunicazione del CDCRAEE e CDCNPA che su queste tematiche rappresentano una best practice notevole.

Ci hai parlato dei consumatori. Come si comunica, invece, alle istituzioni?
Più che comunicare alle istituzioni Erion mira ad essere un partner competente e proattivo delle stesse. Come realtà autorevole e qualificata abbiamo una competenza riconosciuta che mettiamo a disposizione al fine di contribuire ad un’evoluzione virtuosa delle filiere a cui i nostri Consorzi appartengono. Per noi è importante dialogare con i soggetti decisori perché, purtroppo, ci sono ancora molte lacune a livello normativo e i margini di miglioramento sono ampissimi. L’Italia è ancora lontana rispetto ai target di raccolta comunitari dei RAEE. Se si osservano i dati del Centro di Coordinamento RAEE, ci si accorge che per una Regione come la Valle D’Aosta che raccoglie oltre 10 kg pro-capite di RAEE domestici, ci sono alcune zone del Sud Italia, come la Campania che è in fondo alla classifica, dove tale rapporto è di appena 3,5 kg per abitante. Questa è una tematica importante perché dà l’idea di quanto bisogna ancora investire economicamente per creare strutture adeguate, da nuove isole ecologiche perché i cittadini possano conferire rifiuti in modo più agevole, a impianti di trattamento di ultima generazione. E poi c’è da investire sulla tecnologia per coprire gap profondi come quello sulla corretta gestione del riciclo e riuso delle batterie secondo i principi dell’economia circolare. Questo richiede un livello industriale che l’Italia non ha. Pensiamo al paragone con la Cina che da anni ha investito in circuiti di recupero volti alla massimizzazione delle materie prime seconde. Quello che mira a fare Erion è far sentire la propria voce su questi temi, per fare le cose insieme e in maniera corretta.

Tra tutte le attività di Erion qual è la più interessante da comunicare e quale la più divertente?
È come dire: “Vuoi più bene a mamma o a babbo?”. Lavoro da molti anni nel magico mondo dei rifiuti ed è molto stimolante, sebbene possa sembrare il contrario perché rispetto ad altre categorie di servizi o prodotti si tende ad associare questo settore a qualcosa di brutto. In realtà il rifiuto è una risorsa, in pieno stile economia circolare, e le notizie che girano intorno a questo tema sono davvero interessanti, ancor di più in questo momento storico. Sinceramente mi sento fortunata perché faccio la professione che amo in un contesto all’avanguardia. A livello di comunicazione Erion rappresenta un’azienda innovativa anche perché nasce dalle radici forti di due consorzi leader quali Ecodom e Remedia, che hanno operato per oltre 15 anni ai vertici della filiera nazionale. Ci interfacciamo quotidianamente i con attori differenti: dalle istituzioni ai nostri Produttori, che sono aziende leader di mercato nel campo dell’hi-tech e della tecnologia. Ci divertiamo anche molto – e questo non è scontato – perché quello di Erion è un team giovane, a forte prevalenza femminile, che ha voglia di guardare avanti, che ha delle professionalità importanti, dove tutte le voci contano, fatto da persone prima ancora che da professionisti.

Qual è stata, a livello comunicativo, la parte più sfidante della fusione tra Ecodom e Remedia?
Il ruolo della comunicazione è stato fondamentale. Non è stato scontato passare da due consorzi competitor a una nuova realtà che ne sintetizzasse le eccellenze, questo è stato sicuramente il primo tema di complessità. È stato a tutti gli effetti come lanciare un nuovo brand: bisognava far capire che dietro Erion c’era sempre la “Producer Responsibility” di Ecodom e Remedia, l’anima, l’impegno a voler far bene, ma senza più i rispettivi loghi e ciò che essi comportavano. Inoltre, siamo passati dalla comunicazione delle realtà di due sistemi collettivi a quella di un Sistema di cui fanno parte quattro consorzi dedicati a differenti stream di rifiuti e qui è stato molto importante il lavoro di PR che ha evitato di generare molta confusione. Inoltre, c’è stata la creazione di un nuovo brand, di nuovi siti, di nuovi social, l’ideazione di un nuovo modo di comunicare, il vitale apporto delle persone di tutti i team di Erion: tutto ciò è stato stimolante, molto difficile, sicuramente appagante.

Insieme al tuo team hai dato il volto e la voce a Erion. Dopo un anno di vita come definiresti il carattere di questo nuovo sistema EPR?
Se Erion fosse una persona, l’area comunicazione rappresenterebbe i suoi sensi. Il Sistema comunica a 360 gradi, si deve esprimere senza tralasciare niente perché, lo ripeto, sono molte le attività che facciamo e diversi sono i pubblici a cui ci rivolgiamo. Se Erion fosse una persona sarebbe autorevole, ma cortese, un soggetto che non vuole imporsi sugli altri e che porta avanti dei principi chiari e dichiarati: qualità, trasparenza, efficienza, innovazione e impegno sociale. Per noi è fondamentale riuscire a comunicare questi valori che non solo sono belle parole, ma la direzione di un lavoro in cui crediamo veramente. Diciamo sempre che “abbiamo la fortuna di fare un lavoro che, se fatto bene, fa bene al mondo”, una frase che acquista ancora più significato se si pensa che Erion è nato in un momento storico particolare, come Sistema resiliente e dalla fusione di due grandi realtà. Elementi cardine che, però, da soli non rendevano scontata l’operazione. Ci abbiamo messo impegno a livello di gruppo per farci conoscere e affermarci nel nostro settore come il soggetto che mira ad essere il miglior Sistema di Responsabilità Estesa del Produttore presente in Italia, e uno dei più importanti a livello europeo.

Quante persone fanno parte del tuo team?
Io lavoro con altre due persone, ma credo che il team della Comunicazione sia rappresentato da tutta l’azienda. Quello che spesso diciamo ai nostri colleghi, a cui dedichiamo anche corsi interni e che vogliamo come i primi brand ambassador di Erion, è che il nostro team comunica ciò che viene fatto all’interno del Sistema. Quindi, quando parlo di team allargato è perché sono consapevole che i nostri messaggi poggiano sulle loro attività e sui loro numeri: le quantità di rifiuti gestiti, il livello di efficienza delle nostre prestazioni, la qualità dei servizi ai Produttori, i nostri sistemi innovativi, i nostri progetti. Senza questi input da parte delle nostre persone noi non avremmo niente da comunicare. Erion non ha neanche un anno di vita e, a livello di comunicazione, mi sento di dire che i risultati che abbiamo raggiunto finora sono straordinari così come lo sono i risultati operativi, economici, ambientali e sociali. Questo non sarebbe stato possibile senza una Dirigenza presente e motivata, Produttori realmente partecipi nella vita del Sistema e un gruppo di colleghi sempre pronti a metterci la faccia.

Qual è il valore aggiunto del tuo team per i Produttori di Erion?
I Produttori rappresentano il punto focale della comunicazione di Erion e a loro sono destinate iniziative e progetti dedicati. Siamo un Sistema dei Produttori, controllato dai Produttori stessi e a noi spetta il compito di rappresentarli in modo qualificato nelle sedi specifiche. I servizi che Erion fornisce loro sono molteplici e si potrebbe pensare che la comunicazione non sia uno di questi. Invece, quando ci affidano la gestione dei loro rifiuti i nostri Soci sanno che possono contare e affiancare la loro immagine ad una realtà che – grazie alle sue caratteristiche e competenze – è in grado di garantire efficienza e autorevolezza nel settore del riciclo e dell’economia circolare. Oggi comunicare questi valori è fondamentale in qualsiasi azienda. Per questo Erion si mette a disposizione dei suoi Produttori con una struttura interna che possa permettergli di valorizzare il loro impegno ambientale nei confronti degli stakeholder di riferimento e della collettività.

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